venerdì 20 luglio 2012

"Trilogia della città di M." di Piero Colaprico

Avevo letto "La nevicata dell'85" di Colaprico e Valpreda: bel libro giallo ambientato nella Milano degli anni 80, con protagonista il maresciallo Binda.
In questo romanzo, ambientato nella Milano di questi anni, il protagonista è un ispettore di Polizia, di nome Francesco Bagni: ispettore della omicidi, della squadra mobile di via Fatebenefratelli. Sono tre storie: nella prima viene trovata una ragazza morta, nel suo appartamento di piazza Piola, uccisa e con un dente di narvalo conficcato in gola. Partendo dall'indagine, Colaprico cerca di descrivere la città di Milano e i suoi abitanti: le prostitute, gli architetti (che hanno grandi sogni per cambiare l'immagine della città), modelle, spacciatori (gli uni legati alle altre). Bagni deve indagare nella stazione centrale, deve seguire le tracce del padre della vittima (un diplomatico con legami con i servizi). Nel libro sono citati per nome anche i personaggi politici: il sindaco Albertini e il governatore della regione Formigoni.
Il profilo dell'ispettore Bagni è un pò sfuocato: emerge man mano dai suoi ricordi passati, le storie d'amore finite, i suoi genitorie emigrati in Svizzera. L'amaro giudizio su Milano, su quanto stia cambiando (in peggio) è spietato, come il giudizio sulla propria vita, arrivata alla soglia dei quarant'anni:
Milano stava cambiando inesorabilmente e gli piaceva sempre meno, così diceva. Come un trapezista che aveva perso il senso dell'equilibrio, era una città che oscillava tra modernità e decadenza.

Lo stile del personaggio è quello preso dal dottor Lamberti, protagonista dei romanzi di Scerbanenco, che esprimeva un giudizio analogo su Milano (ma alla fine degli anni 60): la differenza è che Scerbanenco aveva dato meno spazio alle riflessioni personali e alla vita passata dei suoi personaggi. Colaprico ha scelto la strada diversa: inframmezzare le parti di azione con le parti di riflessione e questo rende il libro più lento e meno crudo.

Post luglio 2004
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"Niente è come appare" - Franco Foschi

"Il professore" è un ladro di professione: ha commesso un solo errore (a sentire lui). L'essersi laurato in letteratura e successivamente in filosofia. Il carota è un suo amico, chiamato così per il colore dei capelli.
"Il miracolo" è un bestione, chiamato così per la capacità di far sparire le cose. Propone al Professore un colpo facile facile (forse fin troppo): la rapina di una villa, al momento disabitata. Durante la rapina succede qualcosa di inaspettato: il miracolo uccide il prorietario e cerca anche di uccidere il professore che scappa.
Questo è l'inizio di "Niente è come appare": libro sospeso tra houmor grottesco e citazioni di filosofia, tra Eraclito e Pascal, in cui l'io parlante è del professore stesso. Molto forbito ma per niente pesante.

Post luglio 2004.
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"Via delle Oche" di Carlo Lucarelli

Terzo romanzo di Lucarelli con il commissario De Luca. Il primo libro, "Carta Bianca", ambientato sempre a Bologna nel 1945, terminava con la fuga dei fascisti da Bologna ed anche di De Luca, costretto a scappare per non essere arrestato come criminale di guerra (era un funzionario della polizia investigativa della Muti).
Nel 1948 a tre giorni dalle elezioni politiche che porteranno l'Italia a scegliere tra Democrazia Cristiana e partito Comunista, De Luca si ritrova a Bologna.
Il processo di epurazione gli ha permesso di essere reintegrato nella polizia. Assegnato alla buoncostume, ritrova il suo vecchio aiutante il maresciallo Pugliese. Questi lo porta in via delle Oche in una casa chiusa: è stato ritrovato un morto, Ermes Ricciotti, un ragazzo tuttofare del bordello.
Apparentemente si tratta di sucidio, ma delle evidenze (il corpo troppo in alto rispetto allo sbagello), portano il commissario ad ingagare nella direzione dell'omicidio. Il questore e il dirigente della omicidi sono invece convinti del suicidio e archiviano il caso.
Viene trovato un altro cadavere, ai piedi di una scarpata, di un fotografo di nome Piras: De Luca, pensando che l'omicida non abbia trovato quello che cercava sul morto, si precipita al domicilio del morto. Si imbatte in una terza persona, bloccata mentre frugava alla ricerca di qualcosa, che spara al commissario. Il ladro, nel tentativo di fuga dai tetti, precipita e muore.
Costui era un galloppino di un uomo politico, l'Abatino, ma anche un picchiatore fascista.
De Luca prosegue nelle indagini e trova un alleato: il capo di gabinetto del Questore, dottor Sala, della corrente politica comunista, lo sprona a proseguire, intuendo dei possibili interessi negli sviluppi dell'indagine.
In via delle Oche, nel bordello, conosce meglio la maitres, che è chiamata la Tripolina. Con questa, il commissario ha una breve parentesi d'amore. De Luca trova qualcosa non quadra: tutte le ragazze di via delle Oche sono state trasferite e la Tripolina stessa ha trasferito la sua casa in una zona di categoria superiore. Una ragazza, Lisetta, presente in alcune foto, scattate da Piras, assieme al primo morto, è trovata morta. Cosa hanno da nascondere? Messa alle strette, la Tripolina racconta la verità su quella domenica.
Nel casino era morto un importante uomo politico, del partito Democristiano (detto casa e chiesa), mentre ra in compagnia della Lisetta. Il primo morto, Ermes Ricciotti, in combutta con la ragazza , voleva ricattarlo e avevano ingaggiato Piras di fare delle foto. Per coprire la morte disonorevole, l'Abatino, il suo braccio destro, e Matteucci Silvano (il picchiatore) iniziano ad uccidere tutti i testimoni di quanto accaduto.
La storia finisce con l'Abatino costretto a costituirsi - un anno per farmi dimenticare e sono fuori di nuovo. Vedrai poliziotto, vedrai,.. questo è un paese che dimentica in fretta.
Anche il vicario del questore, D'Ambrogio, è coinvolto, avendo cercato di coprire la morte dell'onorevole trasferendo le prostitute di via delle Oche. Ma D'Ambrogio, per bloccare lo scandalo, tira fuori dei - falsi - documenti sul passato fascista di De Luca: lominaccia di mandarlo sotto processo se prosegue.

Il romanzo finisce con il trasferimento del maresciallo Pugliese - m'hanno fatto maresciallo capo e adesso mi mandano in Sicilia a dar la caccia al bandito Giuliano. In polizia si chiama promuovi e rimuovi -
De Luca viene mandato sotto processo e la Tripolina che si trasferisce in Argentina.
Più che per l'indagine e gli aspetti da libro giallo, questo è un bel libro perchè cerca di spiegare le atmosfere di quei giorni: le elezioni, l'attentato a Togliatti, gli scontri di piazza, le false epurazioni e le amnistie che avevano permesso
ai criminali fascisti di non finire sotto processo. Da una parte la corrente comunista, che aveva sperato nella rivoluzione per cambiare l'Italia. Il capo di gabinetto commenta così
- Sa qual'è il nostro difetto commissario? Che vorremmo vincere ma abbiamo paura di vinceretroppo... e così perdiamo sempre. Quando dico noi intedo dire noi comunisti.-

Ma il cambiamento, la rivoluzione non c'è, non può arrivare, come dice il vicario del Questore, il dottor D'Ambrogio:
- Sa cosa ha bisogno questo paese? Di stabilità. Questo paese ha bisogno di ricostruire e non di distruggere. L'hanno capito anche gli altri. Ha bisogni di rispettabilità, di considerazione internazionale, di investimenti, dei dollari del generale Marshall, del patti atlantico ...di ordine.
Di legge, disse De Luca
E' la stessa cosa
Per me no, io sono un poliziotto
D'Ambriogio voltò la testa sulla spallae lanciò un'occhiata a De Luca.
Anche io - disse- e come poliziotto sono al servizio del governo. Di interessi superiori, vicecommissario aggiunto, interessi superiori
.-
Il commissario De Luca arriva, grazie alla sua caparbietà, a portare alla luce la verità sull'omicidio, ma la ragione di stato arriva subito dopo ad inghiottirla.

Post luglio 2004
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"Il giardino delle belve" Jeffery Deaver

Thriller storico, ambientato nel 1936 a Berlino, durante le Olimpiadi: nonostante il titolo (le belve) non ci sono serial killer o mostri, ma assassini di stato.
New York: il servizio segreto della marina chiede ad un sicario, di origine tedesca, Paul Shumann, di uccidere il responsabile tedesco per gli armamenti,  il colonnello Ernst. Shumann, costretto ad accettare, si unisce alla squadra olimpica e parte alla volta di Berlino, dove incontra il suo contatto, l'inglese Reginal Morgan.
A Berlino Shumann è costretto ad uccidere un agente delle SA che lo voleva arrestare: riesce a fuggire ma sulle sue tracce si mette l'ispettore della Kripo (la polizia criminale) Willi Kohl. Inizia una caccia all'uomo: oltre alla Kripo, anche le SS sono state avvisate che una persona è entrata in Germania per compiere un'azione criminosa.
La preparazione di questo libro ha impegnato Deaver per 2 anni: infatti la descrizione di Berlino, delle persone e, soprattuto, del clima "politico" negli anni del nazismo è molto realistica. Si parla delle SS, della Gestapo, la polizia politica, di come questa avesse sempre più sottratto uomini e risorse alla Kripo, delle SA e dei loro attacchi a qualunque persona sospetta ... "in questo paese ci sono fin troppe persone che si metterebbero ad inseguirti solo perchè stai correndo".

Post giugno 2004
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"Fiori alla memoria" di Loriano Macchiavelli

Considero Macchiavelli un maestro dei giallisti italiani: descrive Bologna ma non la città come appare, ma come è realmente sotto, una città marcia, per dirla con le parole del suo personaggio, il sergente Sarti.
In questa indagine si parte da un morto ai piedi di un monumento ai caduti della resistenza: da questo Sarti, assieme all'agente Camponi e all'amico Rosas, inizia un'indagine che lo porta ad ingagare nel passato della guerra di liberazione.

Post giugno 2004
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"La canzone del cavaliere" di Ben Pastor

Siamo in piena guerra civile, in Spagna, nel 1936, nella provincia di Aragona. Nonostante ciò non è un romanzo di azione, come sembrerebbe dalle premesse.
Le persone, la natura l'ambiente sono fermi, in attesa dello scatenarsi di qualcosa. Si parte da un omicidio: è il poeta Lorca, ucciso da un colpo di pistola alla nuca. Il militare che lo rinviene, il tenente Bora, non lo riconosce.
Contemporaneamente, sul campo opposto, l'americano "Felipe" Walton, che si aspettava l'arrivo di Lorca, va alla sua ricerca. Scopre anche lui il cadavere di Lorca (Bora nel frattempo se ne è andato) lo porta al suo campo e si preoccupa di seppellirlo.
Nel campo internazionalista convivono sia combattenti comunisti, come il francese Brissot, che anarchici e anche un evaso dalla galera (il basco Maetzu). Walton è il comandante del gruppo, ha combattuto al massacro di Guadalajara e prima ancora nei campi della 1 guerra mondiale a Soisson, ma si porta dentro un segreto.
Lui ha provato paura, paura della morte, che non ha condiviso con nessuno, a Guadalajara stava scappando quando è stato ferito.
Nel campo nazionalista è presente il colonnello Serrano: questi chiede a Bora di indagare sull'omicidio, per verificare se sono stati i comunisti. Nel campo franchista si trovano, tra gli altri, Fuentes, un ex poliziotto, Tomè, un omosessuale e Niceto un ex attore.
Dell'indagine Bora deve riferire a Cziffra, un suo superiore all' Abwher: questi confida a Bora che Lorca era protetto dai servizi segreti. A Teruel, Bora si imbatte in altri militari, che sembrano legati a quella morte, agenti dei servizi, ma anche in Walton, che come lui vuole sapere chi e perchè ha ucciso il poeta.
L'indagine porta Bora a conoscere Remedios, una donna che vive in una cappella sconsacrata (considerata una "Brujos", strega): sia Bora che Walton sono attratti da Remedios e l'americano ne è molto geloso; per Bora è un incontro fondamentale, scopre l'amore.
L'azione ha una svolta con il faccia a faccia tra l'americano: decidono di raccontarsi ciò che sanno (dopo uno scontro fisico) per condividere le informazioni.
Bora riesce a scoprire chi è l'assassino, un militare dell'esercito franchista, ma non riesce a comunicarlo all'americano, perchè il suo superiore lo trasferisce a Teruel, dove stanno per iniziare i combattimenti.

Contemporaneamente, l'americano sopravvive all'attacco di uno Stukas, che gli fa rivivere le paure da cui sta sfuggendo.
Per essere un romanzo giallo, presenta poca azione: questa passa da un campo all'altro (repubblicani e franchisti), distanti solo poche centinaia di metri. Prevalgono le riflessioni dei due protagonisti: Bora che vive il suo battesino di fuoco, come militare, nel pieno delle sue illusioni militari combatte questa crociata per purificare la Spagna e, nel futuro l'Europa intera. Il suo vigore non gli fa temere la morte.

Walton è sfuggito da tutto: dalla famiglia, che lo costringeva ad una vita gia preordinata, dal campo di battaglia e che, dunque, è gia morto molte volte.
Per entrambi si avvera la profezia di Remedios: aveva detto a Bora che sarebbero vissuti per altri 7 (senza dire giorni, mesi, anni). Walton muore al 7 mese di guerra, nell'assedio di Teruel. Per Bora dovranno passare 7 anni, dunque nel 1944, al prossimo libro, sapremo.
Il libro si conclude nel 1939, in Polonia: Bora scrive nel suo diario le memorie dei giorni in Spagna e dei primi giorni dell'invasione della Polonia. Annota: "La canzone del cavaliere finisce qui e qualcos'altro - qualcosa di indistinto che vorrei chiamare gloria, ma che so fin d'ora fatto di sangue - è gia iniziato".

Post giugno 2004.
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Marco Vichi "Il nuovo venuto"

Firenze 1965: il commissario Bordelli deve indagare sulla morte di un usuraio, Tano Badalamenti, ucciso da un colpo di forbice sulla nuca. L'autopsia del dottor Diotivede rivela solo che l'assassino è mancino.
L'indagine la deve portare avanti da solo, poichè Piras, rimasto ferito in una sparatoia, si sta curando dai suoi in Sardegna. Il commissario trova, nascosto sotto una mattonella del pavimento, una lista di persone
cui l'usuraio aveva prestato dei soldi.
Rispetto ai precedenti libri ("Il commissario Bordelli", "Una brutta faccenda. Un'indagine del commissario Bordelli"), Vichi indugia di più sui ricordi di guerra di Bordelli: la lotta contro i nazisti, i suoi compagni morti ...
"Bordelli rivedeva ancora il treno che riportava Caimano a casa sua, un treno di cadaveri che attraversava mezza Italia distribuendo corpi a ogni fermata. Un treno sudicio guidato da uomini sudici, ma ugualmente aveva qualcosa di allegro perchè viaggiava in un paese senza più nazisti e con fascisti sconfitti, un paese distrutto e sbandato che sperava in qualcosa di meglio che non ritrovarsi tra i coglioni gente come Badalamaneti".

Post giugno 2004.
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"Arrivano i nostri" Alfio Caruso

La storia della campagna di Sicilia, durante la seconda guerra mondiale, vista però con un occhio diverso da quello dalla storiografia ufficiale. In questo libro non si parla solo dei protagonisti "ufficiali": Patton, Montgomery, Kesserling, ma anche di altre persone, militari, civili, religiosi che si mossero per far si che la storia seguisse un certo percorso.
Nel 1941, con l'ingresso degli Stati Uniti in guerra, i servizi segreti della marina e i nascenti servizi segreti militari (OSS), iniziarono ad intrecciare rapporti con la malavita italiana, sperando che questi fornisse informazioni utili per contrastare le incursioni della marina tedesca nell'Atlantico. I mafiosi, Luciano, Lansky, Adonis ricevettero una immunità, in cambio di informazioni sulla Sicilia: la postazioni militari, la mappa dei fondali e delle coste, una serie di indirizzi di persone, in Sicilia e in Italia, "fidate", cui appoggiarsi in caso di sbarco.
L'OSS, il cui capo era Donovan William, creò una sezione Italia, con a capo Earl Brennan. Si mise in contatto anche con esponenti del MIS (Movimento Indipendentista della Sicilia), tra cui Finocchiaro Aprile, Lucio Tasca il giudice Piazza. La rete del MIS era molto potente: legata alle logge massoniche (di antica tradizione in Sicilia e con stretti legami con la vecchia nobiltà inglese) da una parte e ai capi-mafia dall'altra, svolse un ruolo importante nel sobillare nei militari in Sicilia (il 75 % dei militari che dovevano difendere le coste della Sicilia era siciliano) sentimenti antifascisti ("questa è una guerra fascista, non siciliana"). I militari, ma anche la popolazione erano duramente provati da 3 anni di guerra.
Nel libro si parla anche del compormanto dei vertici militari: a cominciare dal re (scritto volutamente con la minuscola) Vittorio Emanuele III, che all'inizio della guerra lasciò parte dei suoi investimenti in una banca inglese. A differenza degli altri beni italiani, questi denari non furono confiscati, ma confluirono nel "Prestito della Vittoria", acceso dal governo di Sua Maestà, per sconfiggere i nemici, tra cui l'Italia stessa.
I vertici della marina vengono accusati di alto tradimento: la marina era sempre stata ostile al governo fascista (a differenza dell'aviazione e, in parte dell'esercito): molti ammiragli erano legati a logge massoniche, avevano contatti con alti ufficiali inglesi, avevano mogli inglesi o americane. Questi avevano deciso che il modo migliore per sconfiggere il fascismo era sabotare segretamente la sua guerra: le stesse idee che avrebbero portato un qualsiasi soldato alla corte marziale, furono la base del comportamento ambiguo dei nostri ammiragli: amm. Maugeri (del servizio segreto navale), amm. Sansonetti (capo di S.M.).
Questi discutibili legami crearono dei dubbi sulla fedeltà della marina alla guerra: a cominciare dalle spiate che permisero l'affondamento di molti mercantili nel mediterraneo destinati al trasposto di armi per le truppe d'Africa (e di conseguenza alla morte di molti marinai italiani). Per proseguire dalla mancata invasione di Malta, per finire al comportamento durante l'invasione: la quarta potenza navale al mondo, lasciò gran parte delle sue navi a La Spezia, senza contrastare le navi alleate.
Una "generazione sfortunata" si trovò a combattere una guerra, senza alcuna preparazione senza materiali a sufficianza, che veniva sabotata direttamente dall'alto: mentre i militari combattevano e morivano in Tunisia, in Sicilia e, prima ancora in Russia, a El-Alamein, il re, Badoglio i Capi di S.M delle forze armate avevano già deciso per la resa, preoccupandosi solo di salvare la propria persona e i propri interessi. Per poi sfuggire dinanzi alle responsabilità.
La campagna di Sicilia portò a 5000 morti italiani, contro i 2900 americani e 2700 appartenenti al Commonwealth. Non  furono numeri da carneficina (per fortuna): i tedeschi desideravano solo guadagnare tempo; gli alleati avevano una tale superiorità da non voler rischirare troppo; gli italiani erano già proiettati per l'ennesimo valzer di casa Savoia. Tra i ragazzi della generazione sfortunata, a morire furono quelli tennero la divisa buttata dai più, che ubbidirono agli ordini ai quali molti si sottrassero, che decisero di compiere il loro dovere senza se e senza ma.

Post giugno 2004.
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"Indagine non autorizzata" Carlo Lucarelli

Rimini, 1936: gli anni ruggenti del fascismo. Sulla spiaggia, proprio mentre Mussolini è in vacanza a Rimini, viene trovato il cadavere di una ex prostituta. Le indagini seguono subito una pista scontata, che porta all'arresto del protettore della ragazza. Alcuni indizi non convincono però l'investigatore Marino: questi, contravvenendo gli ordini del suo superiore, inizia a seguire una pista che vede coinvolti un gerarca fascista, un ambasciatore, amico di Ciano e la moglie di questi.
Dopo la serie sul commisario De Luca, protagonista dei romanzi "Via delle che", "Estate torbida", un 'altra indagine "difficile", per l'ambiente politico nel quale l'investigatore deve muoversi e per il suo stato emotivo: sia De Luca che Marino sembrano dei perdenti, in un mondo governato da furbi e profittatori.

Post del giugno 2004.
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"I sotterranei di Bologna" di Loriano Machiavelli

Il sergente (o sovrintendente) Sarti indaga sulla morte di un collega, sospettato di collusioni con la mafia.
E' stato ucciso e gettato in un canale a Bologna: il suo corpo è stato trovato vicino ad una grata. Inizia così lindagine, che porta Sarti Antonio a indagare nei sotterranei di Bologna e a scontrarsi con falsi vigili, con alti personaggi della curia ..

Post aprile 2004.
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"Camilla nella nebbia" Giuseppe Pederiali

La nebbia è quella della bassa padana, la città e la ricca Modena. Un serial killer uccide delle ragazze di famiglie note e le riveste come prostitute.
L'indagatore è una ragazza: l'ispettrice Camilla Cagliostri. Si occuperebbe in realtà di crimini contro i minori, ma le è stato chiesto di collaborare alle indagini.
Bello, almeno l'inizio: nè splatter nella descrizione dei cadaveri, nè troppo poco profondo.

Post aprile 2004.
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"Lo specchio nero" di Gori e Cardini

Ultimo thriller storico di Leonardo Gori che, in questo caso, si è avvalso della collaborazione di Franco Cardini, che è docente di storia medioevale all'università di Firenze e appassionato di storia in generale.
Il protagonista non è più il solo capitano dei carabinieri Bruno Arcieri: questa volta è in compagnia di un colonnello delle SS, Dietrich von Altenburg.
Devono indagare assieme sulla morte di un orafo di origine ebrea, ammazzato mentre, col treno, rientrava da Parigi. Lo specchio del titolo si riferisce al collare (d'oro) di Montezuma.
Sulla copertina del libro c'è una riproduzione di un famoso quadro di Arnold Bocklin, l'Isola dei Morti, che potete vedere qui.

Post aprile 2004.
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"La prima indagine di Montalbano" di Andrea Camilleri

Ogni nuovo libro di Camilleri è una gioia: poter risentire la voce di Camilleri in stretto dialetto siciliano è musica ...
Questo libro è diviso in 3 episodi: nel primo il commisario deve indagare su strani "omicidi". Qualcuno spara in testa ad animali: un pesce, una gallina, un cane e un asino.
Nel secondo si fa un salto indietro nel tempo, alla prima indagine del vicecommissario Montalbano.

Post aprile 2004
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"Nessuno l'Odissea raccontata ai lettori di oggi"

Questa è la versione racconata da Luciano De Crescenzo del poema epico "Odissea". Si era già cimentato con lo stesso tema con "Elena Elena, amore mio", che raccontava la storia dell'assedio di Troia con gli occhi di un ragazzo.
Si inizia col concilio degli Dei dell'Olimpo che decidono del ritorno di Ulisse in patria do 10 anni di peregrinare per i mari. Lo stile è quello classico di De Crescenzo, in grado di spiegare temi epici, usando termini, come dire, "terra terra".

Post dell'aprile 2004
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giovedì 19 luglio 2012

Un filo di fumo di Andrea Camilleri

Sicilia, 1870: il filo di fumo è quello di una nave da carico, che deve arrivare da Odessa nel porto di Vigata, per ritirare un carico di zolfo. Ma don Nenè Barbabianca, commerciante in zolfo appunto, non dispone della quantità promessa all'acquirente. E' vittima di un tranello: i magazzinieri di zolfo cui si rivolge, messisi daccordo per mandarlo alla rovina, gli rispondono che hanno i depositi vuoti. Tutti in paese aspettano il filo di fumo per vederlo alla rovina, mentre lui, corre "da Ponzio a Pilato" per recuperare le cinquemila cantare di zolfo.
Don Nenè si è messo contro anche gli aristocratici del paese, che non gli perdonano il fatto di essersi arricchito facendo imbrogli e raggiri. Camilleri si è ispirato ad volantino anonimo che metteva in guardia contro i maneggi di un commerciante di zolfi disonesto: in questo modo viene descritto un ambiente, la Sicilia del dopo unità.
A riguardo di quanto l'unità d'Italia abbia giovato ai siciliani, riporto questo dialogo, da circolo del caffè, di due notabili del paese:
....Quando Garibaldi sbarcò a Marsala lo sa quanti telai avevamo in funzione qui in Sicilia?
No
Glielo dico io: circa tremila. E lo sa quanti ne restarono in funzione dopo l'unità?
No
Meno dui duecento, egregio amico.
Rubattino, Rubattino - canticchiò padre Imbornato.
E la stoffa che è incominciata ad arrivare da Biella l'abbiamo dovuta pagare aprezzo doppio. E la gente che si guadagnava il pane
con i telai è andata, con rispetto parlando, a minarsela.

Post del maggio 2004.
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"Per cosa si uccide" Gianni Biondillo

A Milano, nel commissariato di Quarto Oggiaro, lavora un ispettore di polizia: si chiama Ferraro e, nel libro in questione, segue le indagini su casi di omicidi che si svolgono nel corso delle stagioni a Milano.
Attraverso le sue indagini, l'ispettore descrive la città che ha intorno: afosa d'estate, grigia (tristemente) in autunno e schifosa, per la neve, in inverno. Vengono descritti anche i personaggi milanesi, dalla borghesia rampante, agli spacciatori, geometri vestiti come killer per venderti una casa. 

Post del maggio 2004.
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"La signorina Tecla Manzi" di Andrea Vitali

Siamo nella stazione dei carabinieri di Bellano, nel 1936, sul lago di Lecco. Assente il maresciallo comandante, sono rimasti il brigadiere sardo Mannu e l'appuntato siciliano Malfatti. Si presenta una vecchia signorina, Tecla Manzi appunto, per denunciare la scomparsa del Sacro Cuore che teneva in camera del fratello. Il brigadiere, che detesta l'appuntato e viceversa, incarica Malfatti delle "indagini". 
Contemporaneamente viene trovata una tomba profanata al cimitero: è il brigadiere, questa volta, ad indagare. Iniziano così due indagini, che vanno a scavare nella storia passata del paese e che, partendo da punti opposti, sembranbo avere punti in comune.
E' un romanzo scorrevole, che ricorda "Macaronì" di Guccini e Machiavelli come ambientazione, anche se la struttura del giallo mi sembra meno complessa.

Post del maggio 2004.
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"Il mio nome è Tarzan Soraia" di Maurizio Matrone

Avevo letto "Erba alta", sempre di Matrone, la storia di alcuni poliziotti della questura di Bologna, negli anni dei delitti della "Uno bianca".
Questo libro invece si può vedere come una favola, non ci sono le atmosfere oscure dell'altro libro: un ragazzino si presenta dai carabinieri, dicendo di essere zingaro e che è scappato da casa perchè picchiato dai fratelli.  Viene inviato presso un centro per minorenni disabili, sempre a Bologna, dove incontra altri ragazzi, italiani e stranieri, con problemi come lui.
Inizia la sua trasformazione: aiutato da una ragazza del gruppo, Maruska, impara a leggere, smette di balbettare e scopre l'amore. Ma Tarzan nasconde un segreto: gli investigatori della polizia non trovano nessun Tarzan Soraia scomparso. Chi è veramente?

Molto bella la descrizione dei personaggi: i carabinieri da barzelletta, gli ispettori della direzione investigativa sui minori ..

Post del maggio 2004.
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"La concessione del telefono" di Andrea Camilleri

Ambientato in Sicilia, nei decenni successivi all'unità di'Italia (precisamente nel 1891). Si parte da una richiesta di concessione della linea telefonica, per uso privato e si arriva a scoperchiare il mondo politico e governativo dell'epoca.
"E qual rovinio era sopravvenuto in Sicilia di tutte le illusioni, di tutta la fervida fede, con cui s'era accesa la rivolta! Povera isola, trattata come terra di conquista! Poveri isolani, trattati come barbari che bisognava incivilire! ..."
Luigi Pirandello I vecchi e i giovani
Questa è parte dell'introduzione che Camilleri mette prima di iniziare il libro e credo che basti a spiegare il tema di fondo del libro: l'accusa contro i primi governanti della Sicilia (prefetti, carabinieri ...). Che, comunque mantiene, come in tutti i libri di Camilleri, un sottofondo ironico.
Si ride parecchio a leggerlo, specialmente i dialoghi in siciliano (per chi li capisce): ma si ride amaro ...

Post del maggio 2004.
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"Uomini di Paglia" di Michael Marshall

Due uomini vestiti con lunghi cappotti entrano in un Mc Donald e fanno una strage.
Un ragazzo, dopo la morte dei due genitori in un incidente stradale, scopre, nella loro casa, un foglio con su scritto "Non siamo morti". Frugando oltre scova, incastrata nel videoregistratore, una cassetta che mostra i propri genitori, molti anni prima, che abbandonano quello che sembra il prorio fratello gemello.
Una ragazzina viene abbordata da un signore di mezz'età e scompare: è l'Uomo Herectus, che rapisce giovani ragazze e poi invia ai genitori un maglione con scritto davanti il nome della ragazza, i caratteri ottenuti intrecciando con i capelli della stessa. Un poliziotto e un agente dell' FBI indagano per trovare il serial killer.
Questi i personaggi, apparentemente senza alcun legame, del libro che ha il dono, almeno fino a dove ho letto, di attirare la curiosità del lettore.

Post del maggio 2004
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"L'armadio della vergogna" di Franco Giustolisi

C'è un palazzo cinquecentesco a Roma, in via Acquasparta, sede della procura generale militare. Li affluivani, dopo la liberazione, i fascicoli degli eccidi compiuti, tra il 43 e il 45 il nostro paese. Nazisti e fascisti, SS e repubblichini di Salò fecero decine di migliaia di vittime. Quindici, forse ventimila italiani innocenti, gente senz'armi, civili in fuga dalla guerra. Per lo più donne, vecchi e bambini: non furono rappresaglie, anche se le fecero passare per tali, la loro esatta definizione è omicidi. La gran maggiornanza dei carnefici ha potuto farla franca.
La descrizione di quei misfatti, le prove, le testimonianze, avvenne per caso  nel 1994. Il libro spiega chi e perchè nascose nell'armadio queste testimonianze.
Dall'introduzione di Giustolisi al libro:
Impressiona la memoria collettiva che Mussolini, il bonaccione, secondo Berlusconi, fu crudelmente esposto a testa in giù in piazzale Loreto. Peccato che si dimentichi di ricordare cosa successe su quella stessa piazza, poco meno di un anno prima, il 10 agosto 1944. Quindici civili, prelevati dal carcere milanese di San Vittore, furono fucilati dai repubblichini, comandati da un ufficiale delle SS. Fu dato l'ordine di ladciare i cadaveri sull'asfalto, fu vietato ai familiari anche solo di poterli raccogliere per dar loro sepultura.
Ora si pubblicizza la triste storia del sangue dei vinti. Nessuno, negli ultimi anni, in cui pure uno squarcio di verità si era fatto strada con la scoperta dell'armadio della vergogna, ha fatto salire alla ribalta, ha dato gran peso, ha ricordato, ricorda il sangue delle vittime.
Il 27 gennaio si celebra la giornata della memoria, memoria di tutti e per tutti. Ma pochi lo sanno. E per inveterata abitudine mediatica, si fa riferimento al solo dramma dell'olocausto, che nulla potrà far mai dimenticare. Il 10 febbraio è diventato il giorno delle foibe e dell'esodo degli istriani, costretti a questo, ma nessuno lo dice, dalla guerra fascista.
E i bambini e le donne, i vecchi uccisi dai nazisti e dai repubblichini? E i militari trucidati? E quelli imprigionati nei lager? Meritano anch'essi rispetto, ricordo, riconoscenza. Il loro sacrificio, insieme a quello dei partigiani, ha generato la Costituzione, la Repubblica, la nostra democrazia.     

Post del 9/5/2004
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"Storia della filosofia moderna" di Luciano De Crescenzo

Questo volume della Storia della filosofia parte da Cartesio e arriva a fino a Kant. De Crescenzo ha scritto altri libri di filosofia, ma gli ultimi più che libri per spiegare la filosofia, mi sembrano degli articoli di Novella 2000: poca filosofia e molti "fattarielli".
Un buon libro di filosofia, cui forse si è ispirato è "Storia della Filosofia occidentale" di Bertrand Russell. Completo e semplice da leggere.

Post del 5/5/2004
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mercoledì 11 luglio 2012

"I delitti del mosaico" di Giulio Leoni

Un Dante Alighieri in versione detective: appena nominato priore di Firenze deve indagare su un delitto.
Un costruttore "Magister cum machina" viene trovato morto in una chiesa: stava costruendo un mosaico da cui Dante cerca di estrarre dei messaggi sul perchè del delitto.
P.S sul retro della copertina c'è il commento di Faletti "Ecco è il Dante che avrei voluto studiare". E' gia diventato critico famoso?

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(30/03/2004)

"La donna della domenica" di Fruttero e Lucentini

Il primo giallo della coppia Fruttero e Lucentini: siamo a Torino a metà degli anni 70 e un architetto viene trovato morto nel suo studio.
Inizia così questo giallo, che coinvolge l'alta borghesia di Torino, che vive sulle ville attorno la città di Torino ed ha come investigatore il commissario Santamaria.
L'omicidio è in realtà uno spunto per mostrare la vita dei personaggi: ad iniziare dalla borghesia torinese, che si dibatte per la corretta pronuncia della parola Boston (bast'nn). Al critico d'arte che compra le sue opere al mercatino del Balun.

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(21/03/2004)

"Nuovi misteri d'Italia" di Carlo Lucarelli

Lucarelli ha pubblicato il secondo volume, tratto dagli episodi della trasmissione "Blu notte".
Dalla storia del bandito Giuliano, fino alla strage della stazione di Bologna: per non dimenticare.
I capitoli nell'ordine sono:
-Il bandito Giuliano
-Il caso Wilma Montesi
-La strage di Ustica
-Alceste Campanile
-I mostri di Firenze
-Antonino Agostino ed Emanuele Piazza
-Pier Paolo Pasolini
-Beppe Alfano
-La strage di Bologna

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(15/3/2004)

Nuova lettura "Caesar" di Max Gallo

Biografia, un pò romanzata, della vita di Giulio Cesare.
L'autore è un professore, francese, e uno storico e un docento universitario.
L'accento è posto, almeno nella prima parte, sull'ascesa politica di Cesare, in un momento in cui a Roma vigeva ancora la repubblica.

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(post del 10703/2004)

Grazie presidente

Grazie presidente Ciampi per non avere concesso la grazia a Priebke.
Come ha affermato lei, la grazia deve venire dietro un sentimento di pentimento (mai espresso) e per concessione dei parenti delle vittime.
Dietro l'attentato di via Rasella 23 marzo 1944 si è detto poco e male:

-si è data la responsabilità del massacro delle Fosse Ardeatine sui partigiani Gappisti che organizzarono l'attentato. Circa la questione delle rappresaglie i partigiani italiani avevano stabilito di non cedere a questo ricatto, perchè questo avrebbe spento sul nascere tutte le attività partigiane.
-la stessa decisione era stata presa dai partigiani francesi: ad es dai lavoratori ferroviari, che sistematicamente bloccavano o sabotavano i convogli tedeschi. Anche per questi la rappresaglia fu dura: molti ferrivieri furono uccisi o deportati nei campi di sterminio: ma nessun in Francia si è mai permesso di dare questa responsabilità ai partgiani.
-dopo l'attentato nè Kesserling nè altri esponenti dell'esercito tedesco emisero dei comunicati in cui chiedere agli attentatori di "farsi avanti", per evitare ritorsioni contro civili. Solo dopo la rappresaglia venne pubblicato sul quotidiano "Il giornale d'Italia" (del 26 marzo) un trafiletto nel quale si condannava l'attentato e che concludeva dicendo "Questo ordine è già stato eseguito."
-L'uccisione di 10 italiani per ogni tedesco rimane comunque qualcosa di mostruoso: non era mai avvenuto prima nella 2 guerra mondiale. Chi vuole incolpare i partigiani di ciò, lo dice per non voler dare a questi lo status di belligeranti, negando il ruolo avuto per la librazione dell'Italia. Rimane il fatto che le vittime furono 335 e non 330 (se proprio vogliamo tirare in ballo le leggi di guerra)....

Infine voglio riportare un paragrafo del libro "Roma città aperta" di Robert Katz: è la testimonianza di Priebke e Kappler sulla modalità delle uccisioni alle Fosse Ardeatine.
La già incerta disciplina venne messa definitivamente in percolo dal tenente Wetjen, che rifiutò di sparare perchè sosteneva di essere "nauseato". Kappler lo trattò con gentilezza, ricordandogli il dovere di eseguire gli ordini "da bravo soldato".
<Non è così facile> esclamò Wetjen.
<Vi sentireste meglio se io fossi al vostro fianco, mentre sparate?> incalzò Kappler. Wetjen rispose di sì. "Gli passai un braccio attorno alla vita" raccontò poi Kappler "e ci recammo insieme alle cave", ognuno sparando alla propria vittima.

Andrea Camilleri "La scomparsa di Patò"

Un giallo impostato senza nessun dialogo: solo lettere, verbali e documentazione per narrare la ricerca del ragionare Patò, scoparso a Vigata durante la recita del mortorio.
Nonostante l'assenza di battute tra i personaggi, il libro non perde di ritmo e nemmeno la velatura ironica dei libri di Camilleri, specialmente quelli ambientati nel periodo fine 800.
Come per "Il birraio di Preston" o "La concessione del telefono", i protagonosti sono funzionari di pulizia, prefetti, eccellenze varie: insomma tutto quel mondo che trattò la Sicilia post unità come terra di conquista.

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(post del 7/3/2004)

Lettura "Scarabeo" di Michele Giuttari

Un dirigente di polizia che diventa scrittore: non per la pima volta, perchè aveva già scritto, a due mani con Lucarelli, "Compagni di Sangue", sulle tragiche vicende dei delitti del mostro di Firenze.
In questo libro Giuttari inventa un commissario di polizia a Firenze, che deve affrontare degli omicidi avvenuti in negozo di antichità, dove il volto della vittima viene deturpato.
Contemporaneamente, vorrebbe continuare ad indagare sugli omicidi del mostro, la cui soluzione, ancora adesso, non lo convince del tutto.

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(post del 29/02/2004)

"Terra!" di Stefano Benni

La prima volta che ho letto Benni facevo la II media: lo sto rileggendo adesso che ho il doppio degli anni (anche di più), e nulla è stato perso del piacere, pagina dopo pagina, che questo mi ha dato. 
Siamo nel 2100 e qualcosa, dopo 6 guerre mondiali che hanno distrutto il pianeta: il mondo è diviso tra la Confederazione europea, gli Amerorussi (alleati degli arabi!!) e i Giapponesi.
Per trovare altra energia, per riscaldare il pianeta che è perennemente coperta dalla polveri delle esplosioni nucleari, gli europei organizzano una spedizione alla ricerca di una nuova terra, di cui hanno avuto notizia da un esploratore spaziale.
Parte l'avventura: europei contro russi/arabi e giapponesi, descritta con un umorismo "alla Benni".
Fantastico!

Postilla su "Terra" di Benni: veramente un gran libro: alcune delle sue previsioni, fatte nei primi anni 80, fanno riflettere.

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(post del 23/02/2004)

"Falange Armata" di Carlo Lucarelli

Questo giallo costituisce il prequel di "Il giorno del lupo": protagonisti sono ancora il sovrintendente Coliandro e Nikita.
Il libro è stato scritto prima che venisse fatta luce usi casi della uno bianca a Bologna (1994), quello che sembra incredibile è quanto l'intuizione di Lucarelli sia corretta.
Si parte dall'arresto di un naziskin allo stadio a Bologna: ai poliziotti che lo fermano parla di un francese che sarebbe arrivato in Italia per ammazare i marocchini ..... il tutto viene trascritto sul vervale.
Dopo l'arresto il naziskin e i poliziotti coinvolti vengono uccisi in modo misterioso, eccetto Coliandro. Che comincia ad indagare, a modo suo, facendosi aiutare da Nikita.
Arrivano a scoprire un'organizzazione segreta, composta anche da polizziotti deviati ecc., che organizza rapine, omicidi col solo scopo di alzare il livello di tensione a Bologna.

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(post del 23/02/2004)

lunedì 9 luglio 2012

"Palladion" di Valerio Massimo Manfredi

Un altro thriller, basato sulla ricerca del Palladion: l'immagine di Pallade Atena, sacra sia ai greci che ai rimani.
La leggenda narra che fu trafugata da Ulisse a Troia e poi donata a Circe. Altri raccontano che Enea la portò in Italia e innalzò un tempio a Lavinium.
Come in altri romanzi dell'autore, anche questo si articola in più parti, dal II sec AC, al primo medioevo, fino ai giorni nostri, quando un archeologo romano rinviene delle statue, misteriosamente interrate.

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(post del 17/2/2004)

domenica 8 luglio 2012

Io uccido .. di Giorgio Faletti


Alla fine, su pressione crescente dei miei amici che lo avevano gia letto, mi sono piegato anch'io a questo libro.
La storia è ambientata a Monte Carlo (anche questo avrà contribuito al successo del libro), dove un Serial Killer  ammazza uomini famosi. Indagano un commissario francese e un agente dell'FBI, in vacanza a MonteCarlo per cercare di dimenticare la morte della moglie.
Come stile mi ricorca "Red Dragon" di Thomas Harris: in questo libro però l'autore cercava di spiegare le origini del male, cioè come nasce la pazzia che porta ad ammazzare in modo seriale.

A fine lettura non mi ha entusiasmato più di tanto. Faletti è partita da una buona idea: ha ambientato il tutto a MonteCarlo e ha creato il personaggio di Frank Ottobre, un eroe che ha sofferto troppo nel passato e che nella caccia al serial killer trova il modo di risollevarsi (e trovare anche l'amore).
Mi sembra tutto come già sentito.
Per scrivere "Io uccido" Faletti si è ispirato ad altri scrittori (com'è normale): da  Jeffrey Daever "Il collezionista di ossa" a Thomas Harris.

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"Il giorno del lupo" di Carlo Lucarelli


Ho riletto questo romanzo giallo di Lucarelli, ambientato a Bologna nei primi anni 90.
Il titolo prende spunto dal romanzo di Sciascia "Il giorno della civetta". In una pseudo intervista con un capo mafia, il giornalista Lucarelli chiede come è cambiata la mafia oggi: la risposta è che oggi Sciascia parlerebbe di "giorno del lupo" a testimoniare la ferocia con la quale le nuove leve criminali "risolvono" i loro problemi.
I protagonisti sono il sovrintendente Coliandro e Nikita: questa si rivolge a lui per una grana. Doveva consegnare un pacco e se ne è dimenticata: nel pacco sono presenti 200 milioni. Da qui parte l'avventura, tra killer, giudici corrotti e sparatorie.

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(8/2/2004)

giovedì 5 luglio 2012

Nuova lettura: "La finale" di Leonardo Gori

L'autore ha scritto il terzo libro con protagonista il capitano dei carabinieri Bruno Arcieri. I precedenti sono "Il passaggio" (ambientato nel 1944) e "Nero di maggio" (1938).
Il libro è ambientato a Parigi nel 1938, nei giorni precedenti la finale del camionato del mondo. Come i precedenti, anche questo libro è edito da Hobby e Work. 

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(29/1/2004)

Lettura "Branchie" di Niccolo Ammaniti

Avevo gia letto il libro "Io non ho paura". Non male, ma mi avevano consigliato di leggere il primo, "Branchie", scritto dall'autore mentre si stava laureando.
Il protagonista, Marco, è un malato terminale di cancro che sceglie di non curarsi: passa le serate con la ragazza ad ubriacarsi alle feste di persone che non conosce. L'autore è lucido e spietato nel descrivere lo stato di Marco, della madre, che è l'esatto contrario di lui (fa palestra, jogging, si è fatta il lifting) ...

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(27/1/2004)

Nuova lettura "Il codice Da Vinci" Dan Brown

Ero molto restio ad avvicinarmi a questo libro: mi è capitato di leggere libri che hanno un grosso successo e che si sono rivelati alla fine dei flop (come il "Circolo di Dante"). Dopo che me ne hanno parlato bene, anche persone di cui mi fido, alla fine, ho deciso di leggerlo.
E' un thriller nel quale non si deve scoprire chi è l'assassino: lo si sa già dall'inizio. Si deve invece scoprire il perchè. La persona uccisa, il curatore del Louvre a Parigi, lascia dei segni "strani" che solo un professore studioso di simbologia può interpretare. 

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(19/1/2004)

Lettura "Storia d'Italia 7 1919-1936"

Dopo aver letto il primo volume della serie ed essermi ripromesso di leggere anche il secondo, ho fatto un salto di quanche secolo e sono passato agli anni dell'ascesa del fascismo.
Il volume inizia con gli anni di crisi, economica e politica, che seguirono la fine della I Guerra Mondiale. L'ascesa di Mussolini, prima nel partito socialista e in seguito, dopo che ne era stato scacciato, nel partito dei Fasci di Combattimento. E' importante capire come sia stato possibile passare da un regime democratico (quasi, non c'era ancora il voto alle donne ad es.) verso la dittatura. 

Il link per il secondo volume "L'Italia littoria"

Nuova lettura: "Ma liberaci dal male"

Il nuovo libro si chiama "Ma liberaci dal male", di Roman Sardou.
Confesso che lo comprato anche perchè mi piaceva il titolo. Il libro parla di alcune morti "strane", forse legate a riti satanici, in uno sperduto vescovado della Francia. 

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(7/1/2004)

"Storia d'Italia" - Indro Montanelli

Ho preso in edicola (era gratis) il primo libro della serie del Corriere della Sera sulla Storia d'Italia.
Il primo volume parte da Constantino fino ad arrivare all'Italia dei Comuni. Il tono del libro è discorsivo, diversamente dai consueti libri di storia, ricchi di date e nomi. L'accento è posto anche sulle condizioni di vita delle persone dell'epoca (veremente misere a causa del crollo del impero e per le invasioni barbariche). E' un periodo storico su cui, fino ad adesso avevo letto poco. 

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(28/12/2003)

Lettura "Nuovi racconti del Maresciallo" Mario Soldati

In edicola ho trovato questo libro della collana del Corriere: "Nuovi racconti del Maresciallo" di Mario Soldati.
E' il secondo libro che ha come protagonista il maresciallo dei CC Arnaudi. Il primo si intitola "I racconti del Maresciallo". 

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(22/12/2003)

"Il passo dell'Orco"-Mario Spezi

Questo thriller ha come protagonista un giornalista che sta seguendo degli omicidi di ragazzini, che ricordano i delitti di un assassino seriale.
La trama ricorda il caso del Mostro di Firenze e la narrazione passa dalla descrizione degli omicidi, ai ricordi del giornalista, che collega queste morti, ai morti di un serial killer, chiamato "Il Collezionista"

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(post del 19/12/2003)

Libro: "Ad occhi chiusi" Gianrico Carofiglio

Il primo libro di Carofiglio mi aveva fatto una buona impressione. Ho iniziato oggi il secondo libro "Ad occhi chiusi", sempre legato al mondo delle aule giudiziarie.
Il libro precedente, "Testimone inconsapevole" aveva un buon inizio, ma non mi era piaciuto il finale, interamente occupato dall'arringa difensiva del protagonista. Questo secondo libro segue la stessa linea: un caso giudiziario dove l'avvocato assume la difesa di una donna tormentata dal marito. Come per il primo, i caratteri dei personaggi sono ben delineati.

Mi è piaciuto anche come l'autore inframmezza, alla storia processuale, le vicende personali dell'avvocato Guerrieri, senza nascondere le parti meno piacevoli. Il finale è molto toccante: quando decide di vincere la paura del vuoto lanciandosi col paracadute e prova la stessa gioia di quando era bambino.

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(post del 15/12/2003)

"Il tiranno" di Valerio Massimo Manfredi

Dai gialli ai romanzi storici: il libro che sto leggendo è ambientato in sicilia nel V sec a.c. Il Tiranno.
L'autore, Valerio Massimo Manfredi, narra la vita di Dionisio I, che fu noto ai posteri come il Tiranno. Visse a Siracusa nel periodo in cui sull'isola incombeva la minaccia di Cartagine: si rende conto che le città stato greche, governate da democrazie, non sono in grado di fronteggiare il pericolo cartaginese. Solo un governo governato da una sola persona può farlo. Lo stile letterario, almeno nella prima parte, segue quello dell'Ultima Legione, mescolando romanzo e narrazione storica. 

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(post del 11/12/2003)

Nuovo libro: "JFK: sulle tracce degli assassini"

Sto leggendo il libro di Jim Garrison "JFK: sulle tracce degli assassini".
Da questo libro,il regista Oliver Stone, ha tratto il film "JFK: un caso ancora aperto". Il libro mette in evidenza le leggerezze e le omissioni della commissione Warren, che stabilì che ad uccidere JFK fosse stato un pazzo isolato. Vengono citati testimoni non ascoltati che riferirono di quattro spari, provenienti da davanti e non da dietro (da dove avrebbe dovuto sparare Oswald). Oswald stesso, dopo aver disertato in Russia (durante la guerra fredda!!!), torna negli Stati Uniti senza subire nessun processo. 

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(post del 7/12/2003)

Nuova lettura: "Il commissario Bordelli"

Ho comprato il primo libro di Marco Vichi legato al personaggio del commissario Bordelli.
Questo giallo, ambientato a Firenze nell'estate del 1963, parte col ritrovamento del cadavere di un'anziana signora. La morte sembra avvenuta per un attacco d'asma: in realtà il commissario scopre dei dettagli che portano le indagini in un'altra direzione. "Il commissarrio Bordelli" è il primo libro di Vichi dedicato a questo personaggio: il secondo è "Una brutta faccenda per il commissario Bordelli". 

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(post del 30/11/2003)

Nuova lettura: "La nevicata dell 85"

Un amico mi ha consigliato questo libro: "La nevicata dell'85" di Pietro Valpreda e Piero Colaprico.
E' un giallo ambientato a Milano nell'85. Il protagonista è un ex maresciallo dei Carabinieri in pensione, diventato detective. L'indagine riguarda alcun morti di pensionati sospette. Alcuni dialoghi avvengono i dialetto milanese: Binda, il protagonista, assiste alla trasformazione della città, dalla Milano col coer in man, alla città da bere. 

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(post del 21/11/2003)

Nuova lettura: "Lupo Mannaro"

Nel fine settimana ho riletto il libro di Carlo Lucarelli "Lupo Mannaro"
Nel libro si parla di un serial killer, chiamato "Lupo Mannaro" perchè dopo aver ammazzato le sue vittime, le prende a morsi. E' il primo serial killer di cui dei romanzi di Lucarelli: seguirnanno l'iguana, con Almost Blue e il pitbull con "Un giorno dopo l'altro". 

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(post originario del 16/11/2003)

Nuova lettura: Faccetta Nera

Questa volta mi sono dato al vecchio amore: i libri di storia. Ho iniziato infatti "Faccetta Nera" di Arrigo Petacco.
Il libro tratta una parte della storia italiana poco conosciuta: le nostre guerre coloniali. Una prima fase avenne poco dopo l'unità d'Italia, alla fine del 1800, con l'acquisto dei territori di Eritrea e Somalia (1885). Dopo l'insediamento nelle zone costiere si tentò un'esponsiane verso l'interno: nel regno dell' Abissinia (attuale Etiopia). L'esercito italiano fu sconfitto duramente a Macallè ed Adua: fu la prima sconfitta di un esercito "bianco" da parte di un esercito "nero". La seconda fase avvenne nel 1935: morto il negus Menelik II, il potere fu assunto da Haile Selassiè. Nel 1936 il generale Badoglio entrò in Addis Abeba e fu pronunciato il famoso discorso: "l'impero torna sui colli fatali". 

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(post del 9/11/2003)

mercoledì 4 luglio 2012

C'era una volta panzerfuni

Grazie a webarchive, sono riuscito a recuperare i post del mio vecchio blog su clarence, aperto nel dicembre 2013. Il mio primo post? Romanzo criminale .. solo che avevo scritto "la storia della banda della Magnana".

Romanzo Criminale, di Giancarlo De Cataldo
Sto finendo il leggere il libro scritto dal giudice Giancarlo De Cataldo, "Romanzo Criminale" (ed Einaudi). Tratta la storia della banda della Magnana, ai partire dalla fine degli anni 70 fino al 1992. Sono presenti tutti gli eventi di quegli anni: -il rapimento di Moro -l'omicidio del generale Dalla Chiesa -la strage alla stazione di Bologna -la morte di Berlinguer -la strage del treno di natale (85) Nel libro si parla degli intrecci tra potere politico, servizi, mafia e la delinquenza. Consiglio la lettura a tutti. 


Mica male, iniziare un blog con un errore così marchiano.


Dopo clarence, la piattaforma passò a Dada.net, che ora ha deciso di occuparsi di musica.

Dopo la chiusura dei blog avevo perso la speranza .. Su questo blog, inizierò a ripostare le vecchie recensioni e i vecchi post.